Andersen 356 - ottobre 2018
Maglione rosso d'ordinanza, pantaloni neri e zaino in spalla: con l'uniforme addosso, Jim potrebbe sembrare un ragazzo come tutti gli altri. Ma non basta la divisa per rendere lui e i suoi cugini parte della comunità di Dundray, Irlanda: d'altronde loro sono pavee, travellers; nomadi, insomma.
I compagni di scuola si guardano bene dall'essere sodali con loro e gli stessi insegnanti, quando non sgridano, ignorano, dando la causa completamente per persa.
Jim detest andare a scuola, eppure non ha scelta, le autorità che sono entrate nel campo l'hanno detto chiaro e tondo. In realtà il rgazzo sarebbe anche curioso di imparare a leggere, ma tra l'orgoglio iculcatogli dal padre e le distanze prese dagli adulti non è facile decidersi a chiedere aiuto. Per fortuna c'è Kit, maglione sformato e codini alti; è una buffer, è vero, ma forse il suo sorriso è davvero sincero.
Una storia semplice e immediata, ma non per questo meno potente, di pregiudizi e distanza: il pavee e la ragazza ha segnato l'esordio dell'autrice e ativista irlandese che prima della sua scomparsa ha fondato il Siobhan Dowd Trust, proprio per garantire a bambini e ragazzi in condizioni di difficoltà il diritto allo studio e alla lettura.
La storia di Jim è impreziosita dalle bellissime illustrazion di Emma Shoard, che, come riportato in appendice, ha condotto una lunga ricerca sui luoghi della storia. Le sue tavole restituiscono sulla pagina colori, atmosfere e suggestioni della costaIrlandese, ma soprattutto, risultano assai efficaci nel ritrarre, con tratto rapido e felicemente nervoso, l'inquietudine dell'adolescenza, dove, metaforicamente, la fila di ragazzi in attesa di entrare a scuola diventa il procedere di formiche, mentre il tempo che scorre è una fisarmonica che non va a ritmo con i desideri. Giochi di prospettive e geometrie riempiono la pagina dando vita a una storia nella storia, tutta da scoprire.
di Martina Russo


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