SuperAbile INAIL 31 - Novembre 2019
Una sindrome è una cosa su cui non si scherza.
È un disordine, una crisi, un sentiero, una strada in salita. Ma come coglierne le tante facce e significati diversi? Ci prova Giovanni Colaneri in un bell’albo illustrato, intitolato, appunto, Che cos’è una sindrome, recentemente dato alle stampe da Uovonero.
Attraverso immagini ricche di dettagli Colaneri, che è tra gli artisti selezionati alla mostra degli illustratori della Bologna Children Book Fair 2016, indaga sul concetto di sindrome: un termine che identifica ben 1.400 condizioni codificate e numerose altre che un nome ancora non ce l’hanno.
Alcune sindromi, scrive l’autore nella postfazione al volume, sono talmente rare da potersi contare sulle dita di una mano. Ci sono quelle nascoste e quelle che saltano subito all’occhio, perché marcate da una caratteristica corporea evidente come una statura estremamente ridotta o l’alterazione della normale funzionalità di un organo.
Ma una sindrome è anche molto di più di questo: è un disordine, un gigante da spostare con la sola forza delle braccia, un oggetto raro quanto un diamante di grandi dimensioni, un pregiudizio e, al tempo stesso, un punto di vista sul mondo. È una storia in comune, che unisce sotto il medesimo tetto migliaia e migliaia di individui, le cui singole vite sono legate da una catena di vicende simili e sempre diverse.
«Una sindrome è un altro mondo, con la propria identità», scrive Colaneri. «Chi ha una sindrome, però, non è poi così diverso dagli altri: è altrettanto sensibile, altrettanto
capace di amare e di farsi amare, di dare e di ricevere.
Provare a capire cos’è una sindrome è come addentrarsi nelle profondità oscure di un abisso. Può affascinare oppure suscitare paura e la paura del diverso può essere davvero più oscura di un abisso».
Sono tanti, insomma, gli stati d’animo e le relative rappresentazioni circa un modo di dispiegarsi dell’esistenza umana, in definitiva, meno raro di quanto non si creda.
Una condizione che mette in azioni tanti modi diversi di guardare la vita. Talvolta vuol dire affrontare un mostro spaventoso su un ring, in altri casi è come subire un attacco da parte di belve feroci e creature sconosciute. Sempre è come una nuova nascita: perché sia che ti accompagni dal momento in cui hai messo piede al mondo sia che tu l’abbia incontrata più tardi, nel corso della vita, una sindrome ti costringe a ripartire da zero. È un accadimento che ti impone di ripensare a te stesso e guardare il mondo come gli altri, e forse tu stesso, non l’avevi mai guardato prima.
Soprattutto, però, una sindrome è una cosa che ci riguarda tutti, nessuno escluso.
Eppure tale condizione nasconde anche una ricchezza da scoprire, ci dice l’autore nella tavola conclusiva delle 25 che compongono il volume: in una comunità aperta e inclusiva c’è davvero posto per tutti. Perché ognuno con la sua diversità, le sue difficoltà fisiche e psichiche, il proprio peculiare sguardo sulle cose rende il mondo più ricco e variegato.
di A. P.


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