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cartadocente I Libri di Camilla

IL MISTERO DEL LONDON EYE by Martina Cossia Castiglioni

BIBLIODANTE - Il magazine di Uroboros Edizioni, 10 gennaio 2012

Per chi è in visita nella città di Londra una delle principali attrazioni è il London Eye, una grande ruota panoramica dalla quale, nelle giornate limpide, si può vedere a una distanza di quaranta chilometri in tutte le direzioni. Lo sa bene Ted, che a Londra vive con i genitori e la sorella Kat. Così quando il cugino Salim, ospite a casa loro con la zia Gloria, esprime il desiderio di fare un giro sulla ruota, i ragazzi lo accompagnano. La coda però è molto lunga e un signore che soffre di claustrofobia regala il suo biglietto a Kat, che lo offre a Salim. Il ragazzo entra da solo in una delle trentadue capsule di vetro e acciaio, e i cugini decidono di attenderlo all’arrivo. Al termine del giro però, quando tutti i passeggeri sono ormai scesi dalla ruota, di Salim non c’è più traccia.
Mentre la polizia avvia le ricerche, Ted e Kat conducono una sorta di indagine parallela. Perché Ted è un ragazzino speciale, con un cervello che funziona con «un sistema operativo diverso da quello delle altre persone», e sebbene indossi l’uniforme della scuola persino a casa, prenda tutto alla lettera e non sappia leggere le emozioni sui volti degli altri senza le regole scritte per lui dal suo insegnante, vede cose che non tutti notano. Sarà proprio lui a risolvere l’enigma della scomparsa del cugino. È questa la trama del romanzo per ragazzi (ma piacevolissimo anche per lettori adulti) «Il mistero del London Eye» di Siobhan Dowd, pubblicato da Uovonero nella traduzione di Sante Bandirali.
Simonetta Agnello Hornby, nella sua bella prefazione all’edizione italiana, osserva acutamente come i termini “autismo” o “Asperger ” (un disturbo dello sviluppo imparentato con l’autismo) non compaiano mai nel libro. Il lettore sa che Ted è autistico, e questo rende il ragazzo in qualche modo “diverso”, così come “diverso” è Salim che, per metà inglese e per metà indiano, ha dovuto guadagnarsi il rispetto dei compagni di scuola che prendevano in giro lui e il suo amico Marcus. Nel romanzo questi temi sono sfiorati con delicatezza, i personaggi e le loro emozioni sono ben tratteggiati, lo stile è asciutto, ma anche ironico e divertente. Siobhan Dowd, nata a Londra da genitori irlandesi, è autrice di altri tre libri per ragazzi. Dal 1984 membro del Pen Club International, un’associazione di scrittori che promuove i valori della pace e della libertà, la Dowd è scomparsa prematuramente nel 2007, a soli 47 anni. I diritti d’autore delle sue opere sono destinati alla Siobhan Dowd Trust, una fondazione da lei creata prima della sua morte per consentire l’accesso alla lettura a ragazzi che vivono in aree socialmente disagiate. In uno spirito non molto diverso opera la casa editrice Uovonero (nome ispirato a un racconto di Luigi Capuana), nata poco più di un anno fa a Crema con lo scopo di aiutare persone affette da autismo, dislessia o disturbi dell’apprendimento che hanno difficoltà nella lettura. Enza Crivelli, psicologa dell’autismo, Lorenza Pozzi e Sante Bandirali, accomunati dalla passione per i libri e la lettura, hanno riempito così un vuoto nell’editoria. Nella collana «I pesci parlanti», avvalendosi di tecniche di comunicazione specifiche usate anche in ambito rieducativo, Uovonero ripropone classici per l’infanzia come «Capuccetto Rosso» o «I tre porcellini» in una veste pensata per bambini autistici ma adatta anche a bimbi in età prescolare.
I volumi, curati da Enza Crivelli, sono arricchiti dalle belle illustrazioni di Peppo Bianchessi e Matteo Gubellini. «Il mistero del London Eye» appartiene invece alla collana i Geodi che, come ci viene spiegato nel sito della casa editrice, sono «sassi inutili e tondeggianti che al loro interno nascondono tesori di cristallo colorato, se si sa come aprirli». I libri di questa collana sono pensati per aiutare gli altri a capire meglio e ad accettare chi è diverso.

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leggere è un diritto di tutti

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Creare libri speciali per dare a tutti i bambini, compresi quelli che hanno difficoltà di lettura di vario genere, il piacere di leggere e di condividere gli stessi libri.

Diffondere una cultura della diversità intesa come ricchezza, che sappia stimolare curiosità e conoscenza anziché paura e diffidenza, per mezzo di albi illustrati, opere di narrativa e saggi.

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