ROBINSON Libri per ragazze e ragazzi - Sabato, 3 settembre 2022.
L’artista tedesca Britta Teckentrup dedica un intero volume,
magnificamente illustrato, alle penne degli uccelli
Ecco alcune curiosità che svela. Tra zoologia e grandi classici
Ce lo racconta lo splendido volume La penna, alla portata dei ragazzi ma ricco di curiosità e aneddoti che affascinano anche gli adulti, realizzato dall’artista e brava illustratrice tedesca Britta Teckentrup e portato in Italia dalla casa editrice uovonero che di questa prolifica autrice (ha pubblicato più di 100 libri per bambini, tradotti in oltre 20 paesi) ci aveva già fatto conoscere L’uovo, albo illustrato in parte enciclopedia, in parte libro d’arte e in parte gioco per gli amanti degli animali.
E all’enciclopedia Britta Teckentrup – che è nata ad Amburgo nel 1969, ha vissuto a lungo a Londra dove ha esposto le sue opere alla London Gallery e in diverse fiere d’arte e ora vive a Berlino – in parte si ispira anche qui, accompagnando alle informazioni scientifiche, storiche, letterarie, sapientemente distribuite nelle pagine, fantastiche illustrazioni che sono vere opere d’arte. Inutile dire che sfogliando questo prezioso libro ogni curiosità sul variegato mondo dei “pennuti” potrà essere soddisfatta. Ma vediamone qualcuna.
È una branca dell’ornitologia dedicata specificatamente allo studio delle penne d’uccello e del piumaggio. Quest’ultimo, dal latino pluma, cioè piuma, si riferisce agli strati di penne che ricoprono l’uccello, alla disposizione, ai loro disegni e al loro colore. Il peso combinato di tutte le penne di un uccello può arrivare a tre volte il peso del suo scheletro.
Proprio come i capelli le penne sono fatte di cheratina e allo stesso modo devono il loro colore per la maggior parte ai pigmenti. La combinazione di diversi pigmenti dà origine a specifici colori. Più il colore è scuro e più robusta sarà la nostra penna. La melanina produce penne nere o rossobrune. Il carotenoide quelle rosse, arancioni e gialle e la porfirina quelle rosa, marroni e verdi. In particolare, il fenicottero ottiene il suo meraviglioso colore rosa dal cibo che mangia, soprattutto crostacei.
Il corpo di una penna è simile a un albero. Le due parti principali sono lo scapo e il vessillo. Il primo è il supporto che attraversa la penna per tutta la sua lunghezza; il vessillo invece è la parte esterna che si estende da una parte e dall’altra dello scapo dando alla penna la sua forma. Ogni vessillo è formato da delicate strutture chiamate barbe.
Ma le penne non permettono solo agli uccelli di volare, hanno tante altre funzioni. Per esempio, usando l’aria intrappolata nelle loro piume lanuginose, anatre e cigni riescono a galleggiare sull’acqua. Colori, disegni e forme delle penne inviano poi segnali ai compagni o ai rivali. E sempre le penne proteggono, trattenendo o togliendo aria, gli uccelli dal caldo o dal freddo. Alcuni, come la pernice bianca, sono ricoperti di penne anche sulle zampe e questo li aiuta a camminare sulla neve senza affondare, usandole come fossero ciaspole. Per arrampicarsi, per emettere suoni, per foderare lo stomaco e aiutare la digestione, per assorbire e trasportare acqua al proprio nido o per mimetizzarsi e sfuggire dai predatori, tante ancora sono le funzioni di una penna.
Per gli antichi egizi il cuore di una persona doveva essere leggero come una piuma per passare il giudizio di Ma’at, la divinità della verità, della giustizia e dell’oltretomba, spesso rappresentata con una piuma di struzzo, simbolo della verità, sulla testa. Sacro agli assiri invece era il Lamassu, sorta di mostro alato con il corpo di toro, mentre i nativi americani celebravano l’uccello del tuono.
Tra le creature ricoperte di penne che compaiono nella mitologia c’è Pegaso, il bianco cavallo alato dell’antica Grecia, oppure il grifone, per metà aquila e metà leone.
Ma il mito più noto collegato al sogno di volare con tanto di ali fatte di penne (e cera) è quello di Dedalo e Icaro. E anche in alcune fiabe dei fratelli Grimm, da Le tre piume a L’uccello di fuoco o L’oca d’oro, la penna riveste un ruolo di primo piano.
Il sogno di volare vagheggiato da Dedalo torna prepotente nel Quattrocento con Leonardo da Vinci che scrisse il Codice sul volo degli uccelli e disegnò le prime “macchine volanti” alle quali si ispirarono anche altri temerari inventori. Ma per il primo volo aereo veramente riuscito bisognerà aspettare l’inizio del Novecento con i fratelli Wright.
In alto, alcune delle illustrazioni di Britta Teckentrup tratte dal suo libro In cui non potevano mancare alcune degli uccelli con le piume più splendenti: pavoni, pappagalli e fenicotteri.
di Ilaria Zaffino

