Questo sito utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua navigazione. Continuando, dichiari di accettare la nostra informativa sui cookies.

cartadocente

Recensione di Dacca Toxic su Milioni di particelle

Milioni di particelle - 7 aprile 2023

La storia ha inizio in un campo dove Sacha Sorieau vive con sua madre che lavora come medico per l’ONG. Si trovano entrambi a Dacca, capitale del Bangladesh e Sacha si trova a studiare con Sophie e a starsene quasi sempre rintanato al rifugio perché in passato ha ricevuto minacce di bullismo dai compagni di scuola ed è stato ritirato da questa visto anche il fatto che è autistico, con la sindrome di Asperger. Quando arriva Sultana e suo fratello Dilip, però, le cose per lui cambiano ed è costretto a mettere in dubbio tutto ciò in cui crede, tentando di aiutare degli amici.

Riuscirà Sacha ad aiutare la sua amica Sultana e cosa sta tentando di fare Dilip? Li troveranno? Sua madre glielo permetterà? Cosa subirà Sacha e cosa farà per proteggere i suoi amici e le cose a cui crede? Riuscirà a scendere a compromessi con se stesso, anche se è difficile?

Non prendo in giro Nirod, a differenza degli altri ospiti, nemmeno quando guarda un libro nel senso sbagliato o lecca la fotografia di un frutto sulla carta patinata di una rivista. E il motivo per cui non rido è che io stesso sono disabile. So cosa si prova quando gli altri ridono di te perché non si è data la risposta giusta o non ci si è comportati nel modo sbagliato.

La trama è lunga e particolarmente complessa, forse l’avrei abbreviata un pochino, vista comunque la lunghezza del volume non proprio esigua. E’ comunque esplicativa e di argomenti duri per dei bambini, quindi in ogni caso consiglio la lettura a ragazzini delle medie, visto l’argomento e le cose trattate, così che comprendano anche cosa significhino certe cose che sembrano scontate

La copertina è molto leggera, si vede il fiume che divide le due zone della città, di cui una molto più malfamata dell’altra e piena di pesticidi, acidi e spazzatura e in cui la gente muore molto più di frequente. Il colore predominante è il viola, che contrasta con il giallo del primo volume (di cui non ero a conoscenza ma che sarò ben felice di recuperare, visto questo volume – che in ogni caso può essere letto in maniera a se stante dal primo). Si vedono due omini stilizzati in lontananza fra le macerie e i rifiuti illustrati come dei pacchi colorati e delle immagini allegre, cosa che allegra non è, anzi. Si vede la barca e si vede la mucca, anch’essi stilizzati che fanno parte delle componenti di rilievo della storia stessa. Il titolo è un po’ lungo, almeno per quanto riguarda il sottotitolo. Il titolo principale mette il nome della città in cui la storia è ambientato e il Toxic che sta a rappresentare sia il tossico letterale in cui versa la città e le sue componenti, pericolose per l’uomo, sia in senso politico della società e della situazione del Bangladesh, visto che vige un sistema corrotto, in cui persino i bambini sono sfruttati, e tutti sono lasciati a se stessi. Il sottotitolo si sviluppa su una base che scoprirete una volta che deciderete di addentrarvi nel volume, non vi dirò altro. Trovo sia comunque carina come scelta generale.

L’ambientazione del volume, come ho detto già più volte è Dacca, la capitale del Bangladesh, mentre l’epoca che viene sviluppata sembra essere recente, contemporanea e abbastanza moderna. Non ci sono cose particolari che ce lo evidenziano, eppure così sembra.

La musica nelle cuffie si ferma nel bel mezzo del Libera me dal Requiem di Gabriel Fauré, diretto da Laurence Equilbey. Provo piacere ad ascoltare delle requiem, che siano di Liszt, Berlioz, Dvořák, Verdi, Gounod messe da o Brahms, anche se la mia preferita rimane senza ombra di dubbio quella di Mozart. Ma non le ascolto tutti i giorni perché finiscono per rendermi malinconico. Allora mi do alle sinfonie, con una predilezione particolare per quelle di Gustav Mahler, che mi trasportano in un altro mondo dove sono di volta in volta direttore, soprano, percussionista o violinista. Sophie ha provato in tutti i modi a farmi scoprire dei suoni che piacciono ai ragazzi della mia età, ma non è successo niente. Sono rimasti dei rumori. Semplici rumori.

personaggi di questa storia sono diversi, ma il protagonista narratore sé proprio il piccolo Sorieau, Sacha. I personaggi che si aggirano attorno a lui sono la dottoressa, ovvero sua madre che si occupa delle situazioni disagiate facendo parte delle ONG. C’è, molto importante per Sacha ma che vedremo poco, la figura di Sophie, l’insegnante che cerca di stimolarlo e aiutarlo nei momenti di maggiore difficoltà emotiva e quant’altro, e per questa storia subentrerà Sultana, una ragazza sfigurata al volto e alla vista per il lavoro con gli acidi all’interno delle strutture lavorative inadeguate, e suo fratello Dilip, robusto e forte che tenta di proteggere a tutti i costi sua sorella. Ma il personaggio principale è proprio Sacha, che si lascia amare con poco e del quale vi parlo subito:

Sacha è un ragazzino è intelligente, vivace e molto spigliato, conosce tantissime specie animali e sa intere tavole di numeri primi a memoria ma non riesce a comprendere l’ironia e fa difficoltà a scendere a compromessi davanti alle cose: non mangia cose troppo scure, si mette solo cose pulite e tanto tanto altro. Sacha è questo e tanto altro ma tutte le sue difficoltà o i suoi modi bizzarri di porsi con gli altri nascono dal fatto che ha uno spettro autistico.  Nonostante questo, è un ragazzino in gamba, non si lascia sopraffare troppo dalle cose seppur non gli piaccia l’improvvisazione ed è molto arguto, ha sempre la risposta pronta ed è un personaggio che vi sorprenderà.

Scoppio a ridere ma smetto subito, Dilip non ride affatto.  Spero di non averlo infastidito. Spesso offendo le persone perché dico le cose in modo diretto, esattamente come le penso. Mia madre sostiene che ho lo stesso tatto di un martello. Ma Dilip è arrabbiato per un altro motivo.

Il perno centrale del volume si concentra sulla vita a Dacca e sulle difficoltà che si hanno al suo interno sia come stile di vita che come tipo di società, oltre alla trama principale che si sviluppa su Sacha che tenta di aiutare un suo amico in difficoltà. E’ una storia che denuncia la mafia, la corruzione, il lavoro minorile, il lavoro in situazioni precarie, la stabilità economica, la povertà di un paese e come questo viene mantenuto, in cattività con persone che muoiono ai bordi della strada per l’aria che respirano e per i liquidi che ingeriscono. Un libro che non è solo un volume per ragazzi, ma è molto di più.

Lo stile utilizzato per questa storia è molto candido, fluido e piacevole. Il tutto sia per una questione di font di stampa che garantisce una lettura anche ai più piccoli, sia per il personaggio di Sacha che ci esprime in prima persone ciò che vede, ciò che si esprime e ci mostra come cambia, matura e si evolve. Una storia breve ma completamente intensa specialmente dal punto di vista emotivo e di ciò che si vive e vede all’interno di questa storia. Ve ne parlo:

Come vi dicevo prima, la storia è una denuncia di quanto accade in Bangladesh, in particolare a Dacca ma questo non è detto che non possa accadere anche in tante altre città. Infatti la storia tocca diverse tematiche: i rifiuti e la spazzatura con gli acidi e quindi l’inquinamento, il lavoro minorile, lo sfruttamento e la paga misera per i lavoratori medi, orari di lavoro indecenti e condizioni dei lavoratori fuori dal normale, morti giovanili per via di inquinamento e difficoltà di vita all’interno della città, corruzione e mafia che portano al potere e ai soldi solo i potenti mentre gli altri muoiono sotto gli occhi di tutti. Senza alcun diritto. E’ una storia che ci dice tanto, una storia che ci mostra tante cose e la scena delle mucche e del macello è una cosa terribile, descritta cruda, l’ho sentita davvero vicina e nessun bambino dovrebbe vivere una cosa del genere. A livello di temi è davvero incredibile e forte e non di certo una lettura per bambini. La consiglierei dalle medie in su.

Nonostante le tematiche forti e la storia che ad ogni modo sia ben scritta e interessante anche per via del suo protagonista e delle sue problematiche che lo rendono davvero speciale, trovo che non sia propriamente una storia per bambini, ma qualcosa in più. In un certo, senso la storia sembra in determinati momenti quasi un racconto giornalistico o qualcosa di realmente vissuto, che è ottimo dal punto di vista della scrittura e della struttura narrativa ma non dal punto di vista comunicativo ai più piccoli. Almeno è la sensazione che ha dato a me e nonostante lo trovi un bel libro da leggere, non riesco a dargli il pieno dei voti per questo motivo.

Con la mano sul cuore, finalmente posso riprendere fiato.

Un piccolo volume che vi consiglio di leggere. Non solo ai più piccoli ma da questa storia hanno qualcosa da ricavare e da imparare anche gli adulti. Il mondo lì fuori è difficile e duro e non sempre è facile o con una società tossica, come ad esempio avviene in Bangladesh. E’ una storia che tutti dovrebbero leggere. Ora sono solo che curiosa riguardo al volume precedente.

di Sara Fabian

Leggi l'articolo sul blog

leggere è un diritto di tutti

7

Creare libri speciali per dare a tutti i bambini, compresi quelli che hanno difficoltà di lettura di vario genere, il piacere di leggere e di condividere gli stessi libri.

Diffondere una cultura della diversità come ricchezza, che sappia stimolare curiosità e conoscenza anziché paura e diffidenza, per mezzo di albi illustrati, narrativa, giochi e saggi.

Clicca QUI per consultare il nostro catalogo.

contatti

uovonero edizioni snc
Via Marazzi, 12
26013 Crema
Tel. (+39) 0373 500 622
E-mail: libri@uovonero.com
p.IVA 01494430190

Privacy e Termini di Utilizzo
3

Promozione e distribuzione

I libri di uovonero sono promossi su tutto il territorio nazionale da Emmepromozione e distribuiti da Messaggerie Libri.

 
6

Scuole 

uovonero organizza incontri di formazione per gli insegnanti e incontri e laboratori di vario genere per gli studenti.Vuoi saperne di più?