Associazione Literacy Italia - settembre 2024
E’ un quadro reale e realistico della scuola quello che Britta Teckentrup ci offre con questo libro illustrato rivolto ai ragazzi, agli insegnanti, ai genitori, a tutti coloro che, a vario titolo, “girano intorno” al mondo della scuola. Non si tratta di una storia, non è una narrazione, piuttosto un testo descrittivo del mondo scolastico della secondaria di primo grado in tutta la sua complessità.
E’ il primo giorno di scuola e una delle studentesse ci parla del suo istituto, dei suoi compagni, dei suoi insegnanti. Non succede nulla di particolare, ma tante cose “normali” che caratterizzano l’esperienza tra quelle mura: ci sono le storie personali dei singoli ragazzi, ci sono le relazioni tra di loro, ci sono gli atti di bullismo, ci sono le amicizie più profonde, ci sono l’invisibilità di qualcuno e il protagonismo di altri, ci sono gli insegnanti che capiscono le personalità diverse dei loro studenti e quelli che capiscono meno, ci sono i prof che riescono a rendere le lezioni piacevoli e divertenti e quelli che ci riescono meno. C’è un mondo variegato racchiuso dai muri della scuola. Certo è che sono le persone che compongono la scuola, persone che formano una comunità, che lo vogliano o meno. Si piacciono e si odiano, competono per l’affetto, il riconoscimento e lo status e formano una complessa rete di relazioni. E, a rendere questa rete ancora più complessa (ma anche più sfidante e stimolante), è il fatto che si tratta di una rete di preadolescenti, di studenti e insegnanti di una scuola secondaria di primo grado, presenza nei libri illustrati decisamente meno frequente di quella della scuola primaria.
Questo libro racconta storie molto diverse tra loro, come quella di Max, che ha paura di Tom e fa di tutto per non incontrarlo. O quella di Johannes, la cui materia preferita era l’arte fino a quando non è arrivata a scuola Frau Brahms, la strega. Questa scuola è come tante altre. Né buona né cattiva. Con molte cose che possono essere migliorate se solo si vuole vederle, perché una scuola è buona quanto lo sono le persone che la frequentano.
Come in tutti i libri illustrati di Britta Teckentrup, anche in questo il ruolo fondamentale lo ricoprono le illustrazioni che, con la loro consueta eloquenza, rendono il lettore parte della comunità scolastica che descrive. Se si guarda attentamente, si può leggere nei volti delle persone ritratte, nelle loro posture e nei loro movimenti il ruolo che ciascuno di loro svolge a scuola, specchio, in fondo, dell’intera società. Un microcosmo complesso di cui tutti fanno o hanno fatto parte e che su tutti ha un’influenza fondamentale. E ciò che attraverso la voce narrante della studentessa emerge non è tanto il concetto di scuola come luogo di istruzione, bensì scuola come luogo di relazioni, di incontro di personalità diverse, di crescita. Luogo dove gli adulti non sono detentori del sapere da elargire ai ragazzi, ma in cui il rapporto tra le persone in tutti gli intrecci possibili determina il successo del percorso di educazione.
Un libro pieno di domande, con poche risposte, quindi perfetto per riflettere da soli o in gruppo sul significato di stare a scuola e/o di iniziare un nuovo percorso scolastico.
di E. Vanzetta

