Lunatica Libraia - 8 ottobre 2024
Le degenerate di J. Albert Mann, edito da uovonero, è un romanzo che sin dal suo titolo si presenta nella sua brutalità e concretezza. È un romanzo che racconta storie di donne, ispirate a donne realmente esistite; storie fatte di silenzio e troppo spesso nascoste o volutamente dimenticate; storie che risalgono al secolo scorso ma il cui sfondo, il cui palcoscenico è rimasto integro e attivo sino a pochi anni fa, sino al 2014.
Le degenerate è un romanzo che si srotola su una trama corale, le cui voci sono affidate a quattro ragazze, London, Alice, Maxine e Rose. Quattro ragazze con un passato differente che, per un motivo o per un altro, si ritrovano a condividere spazi e vita all’interno di una struttura per persone considerate non idonee al mondo.
Le quattro protagoniste di questo volume sono diverse per indole e carattere ma tutte, in un modo o nell’altro, prima o dopo, lottano, lottano per vivere, chi mantenendo il ritmo e la ripetitività delle azioni che le sono state imposte, chi ribellandosi e fuggendo, chi ricercando un’ora d’aria attraverso sogni ad occhi aperti.
È un libro difficile, soprattutto perché sceglie, volutamente, di utilizzare termini che, oggi, non sono più utilizzati né sono più considerati umanamente accettabili. Lo fa, consapevolmente, perché nei documenti legati a queste strutture le internate erano così classificate, definite, degradate. Lo fa per scuotere e ci riesce, nella maniera più intima possibile. Nonostante il lessico deciso, grezzo, disturbante, il lettore non percepisce disagio leggendo ma intima comprensione, rabbia taciuta.
Le degenerate è un romanzo che fa pensare, su più temi: libertà di espressione; libertà di essere; omosessualità; disturbi mentali; autismo; femminismo; violenza; maternità.
Ma quel che tocca, maggiormente, è come tutto questo è reale, tutto quello che è raccontato in queste pagine è accaduto davvero, magari non a una London ma a una ragazza con un nome diverso, con dei capelli diversi, con lo stesso destino.
RIFLESSIONI E APPROFONDIMENTI A PARTIRE DAL LIBRO
Questo libro è ispirato alle vicende delle internate nella Scuola del Massachusetts per deboli di mente. Una storia che racconta le atrocità inflitte, nel nome della “scienza”, a ragazze e donne considerate inadatte e incapaci di vivere nella società e per questo rinchiuse.
Dove?
A fare da sfondo alle vicende narrate nel romanzo è la Scuola per idioti e deboli di mente del Massachusetts (chiamata in seguito Scuola del Massachusetts per deboli di mente, poi Scuola Walter E. Fernald dopo la morte del dottor Walter Fernald, uno dei sovrintendenti). La scuola fu fondata nel 1848 e rimase in funzione ben oltre l’epoca di London, Rose, Alice e Maxine, chiudendo i battenti solo nel 2014.
L’eugenetica.
Le teorie e i metodi applicati nella scuola Fernald sono riconducibili all’eugenetica, pseudoscienza che negli Stati Uniti fece propria l’idea del miglioramento della razza umana e definì come “migliori” gli uomini e le donne di pelle bianca, delle classi medie e alte, gli eterosessuali e “normodotati” che vivevano secondo gli standard sociali e morali del tempo. Chiunque non rientrasse entro quei confini perché ‘diverso‘ rischiava di venire rinchiuso in istituto e/o sterilizzato, anche contro la sua volontà. Si stima che tra il 1907 e il 1980 negli Stati Uniti siano state sterilizzate settantamila persone. Gli Stati Uniti non furono i soli a adottare programmi di eugenetica che prosperarono in America Latina, Europa e Asia e nella Germania nazista.
Oggi ci sentiamo a disagio per ciò che è accaduto. Oggi storciamo il naso per etichette che sono state affibbiate con superficialità a quella persona piuttosto che a quell’altra in un ieri più o meno recente. Ma la sensibilità e il distacco con cui riusciamo lucidamente a comprendere il passato, sono altrettanto umani e puntuali quando dobbiamo descrivere il presente?
di Monica Olivieri

