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I Libri di Camilla cartadocente

Autismo dalla conoscenza teorica alla pratica educativa. Un libro per comprenderlo

Wakeupnews, martedì 8 gennaio 2013

Theo Peeters, neurolinguista belga specializzato nei disturbi dello spettro autistico, è uno dei massimi esperti nel campo dell’autismo e in modo particolare quello infantile. In questo suo testo intitolato Autismo dalla conoscenza teorica alla pratica educativa, edito dalla Uovo nero, l’autore cerca di dare un quadro molto dettagliato di quale siano le caratteristiche di questa sindrome molto particolare e lo fa nella maniera più semplice ma allo steso tempo molto rigorosa, come si addice ad uno specialista. Il suo scopo principale, infatti, è quello di dare un supporto pratico non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto ai genitori, persone che si trovano catapultate per la prima in questo mondo, molto spesso senza avere le competenze e le necessarie conoscenze per poterlo affrontare.
È anche un utile aiuto per tutti gli educatori e gli insegnanti perché offre un elenco di pratiche educative, quelle che si sono rivelate nel tempo le più  efficaci. In questo libro infatti Theo Peeters cerca di spiegare il legame tra la conoscenza teorica dell’autismo e i suoi effetti sull’educazione, per trasmettere agli esperti una determinata filosofia del lavoro punto di partenza per sviluppare uno specifico metodo educativo. O meglio, affinché si possa creare un determinato metodo educativo per quel particolare bambino autistico. Perché come spiega molto bene il neurolinguista, non esiste una sola forma di autismo, ma le caratteristiche che l’autismo ha si possono presentare in maniera diversa da soggetto a soggetto. Ed è per questo che è di fondamentale importanza avere ben chiara prima di tutto una conoscenza teorica del problema. Diventa inoltre strettamente necessaria  la collaborazione stretta tra i genitori e i professionisti. Peeters afferma che mentre da un lato gli addetti ai lavori sono esperti di bambini in generale, di autismo e di pratiche educative particolari, dall’altro i genitori sono nello specifico i massimi esperti del proprio bambino: solo dalla loro collaborazione, quindi, può svilupparsi un programma educativo che può mirare a migliorare la qualità della vita della persona con autismo e anche della sua famiglia.
Il testo, come un manuale universitario è diviso in capitoli ognuno dei quali tratta nelle specifico le caratteristiche dell’autismo e cioè il problema del significato, il problema della comunicazione, il problema delle interazioni sociali, il problema dell’immaginazione e delle percezioni sensoriali. Quest’ultimo, in modo particolare, è stato redatto per l’occasione da Hilde de Clercq, una linguista e una professionista nel campo dell’autismo e mamma di una persona con autismo. Proprio questo suo ruolo di madre può essere di fondamentale importanza in quanto incarna alla perfezione il punto di vista di tutti i genitori con figli autistici. Il primo capitolo è, ovviamente, un capitolo più generale e tratta dell’autismo come disturbo generalizzato dello sviluppo. Peculiarità del libro è che ogni capitolo è corredato da storie vere di persone con autismo. Non quindi esempi generali di determinati comportamenti, ma storie vere di persone vere alle quale magari molte persone possono ritrovarsi, se hanno nella loro famiglia una persona con autismo, e capire meglio come comportarsi.
Conclude l’edizione italiana il capitolo scritto da Antonella Valenti, docente di Pedagogia Speciale dell’università di Calabria che analizza i vari modelli scolastici europei. L’Italia è l’unico paese europeo che propone un modello scolastico di inclusione. Cosa vuole dire? Che in Italia i bambini con disabilità di qualsiasi tipo (ben oltre il 95%) sono inseriti nelle classi comuni di ogni ordine e grado. Come afferma la Valenti «una scuola che integra al proprio interno la diversità è una scuola che investe sul cambiamento, sulla formazione dei docenti, sulla costruzione di percorsi comuni con gli altri sistemi (territorio, famiglie, istituzioni, servizi) che con essa interagiscono». E nel caso particolare dei bambini autistici afferma che «la soluzione prospettata non è quella della segregazione, del ricorso alle classi speciali, ma quella di offrire un ambiente integrato, rispettoso delle necessità reali e delle difficoltà degli allievi con autismo. Tutto questo comporta che la scuola si attrezzi a ricevere questi bambini in maniera adeguata ai bisogni di ciascuno di loro, per rendere il più possibile utile l’esperienza scolastica.  In accordo con quanto afferma Theo Peeters, il modello italiano di educazione, basato sul diritto all’integrazione, può essere funzionale anche per le persone con autismo, a patto che si adotti il principio di integrazione inversa, che vede l’integrazione come obiettivo ultimo, e mai come mezzo del processo educativo». Un testo completo ed esaustivo che rende nella maniera più chiara, ma non semplicistica, una problematica, come quella dell’autismo,  di cui si hanno, fortunatamente, moltissime informazioni ma che allo stesso tempo è ancora oggi, fonte di molteplici dibattiti visto il gran numero di pratiche educative che si possono applicare.

Stefania Galli

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