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I Libri di Camilla cartadocente

Recensione di Crystal della strada su Bookavenue

Bookavenue, lunedì 14 luglio 2014

«Essere delin­quenti è un enorme diver­ti­mento» aveva detto una volta Holly a Miko...

Holly Hogan è una ragaz­zina di 13 anni che vive in un isti­tuto per minori
, ricorda poco del suo pas­sato, non vuole parlare nel suo presente, men che meno del suo futuro.
Quando Miko l'educatore e l'assistente sociale, la trovano raggomitolata é in stato confusionale. Abbandonata su un divano di casa con i capelli bruciati dal ferro da stiro e un piede ustionato dalla furiosa rabbia di un adulto instabile abbattuta su di lei come altre volte prima di allora.
Holly viene per questo data temporaneamente in affidamento a Fiona e Ray, una coppia di persone "buone" del tipo di quelle nate per adot­tare un cane a tre zampe e per sal­vare le balene arpio­nate, due umani a cui Holly non è abituata e come dice non fanno proprio al caso suo perchè sono solo dei:"bab­bacuc­chi" cioè "Vecchi Babbei Baccucchi" termine inventato in uno dei tanti istituti Templeton House in cui è passata.
Decide quindi di scap­pare al più pre­sto, andare via dal silen­zio della sua stanza in Mer­cu­tia Road, di pro­cu­rarsi una falsa iden­tità e cer­care di rag­giun­gere, in qual­siasi modo, l’Irlanda dove vive la madre.
È così che Holly, con in testa una par­rucca bionda che cattura la luce, diventa la scaltra clandestina Cry­stal, alla ricerca delle proprie radici, in un viaggio, in un rito d'ini­zia­zione dolente che avrà molto da inse­gnarle. Fra vaga­bon­daggi, passaggi in auto, camion, treno e nave pieni di fame e incon­tri poco rassicuranti, Crystal/Holly in evasione da tutti e da se stessa, dovrà fare i conti con il deserto della sua vita e decidere, stretta a un bivio, se andare avanti in una pericolosa sopravvivenza fatta di espedienti o tornare indietro e provare a ricomporre le tessere della sua giovane vita per provare a vivere come tanti altri ragazzi della sua età, nonostante non abbia la ben che minima idea di come si fa perchè non ha mai vissuto la propria età...
Il finale, come in tutti i libri di questa intesa e meravigliosa scrit­trice inglese di ori­gini irlan­desi Sio­b­han Dowd scom­parsa nel 2007 (pre­mio Ander­sen nel 2012 postumo) non è mai scontato e fa molto riflettere.
Un libro sensibile e  profondo che consiglio a chi ha voglia di non fermarsi alle apparenze per scoprire luci e ombre del cuore.

di Isabella Paglia

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