18/11/2016 - Milk Book
Amato e odiato, Che rabbia! è uno dei testi più venduti nelle librerie italiane grazie al tam tam infinito di educatrici, insegnanti e genitori che lo consigliano come strumento di rielaborazione delle emozioni negative dei più piccoli.
Rinchiudere la rabbia in una scatola – azione a volte riprodotta metaforicamente a scuola dagli stessi insegnanti o a casa dalle famiglie – è la grande critica che i pedagogisti e gli psicologi dell’infanzia che non credono nella repressione degli stati d’animo rivolgono a questo testo. Testo di cui però riconoscono altri pregi, primi fra tutti la centralità data alla figura del padre in alternativa all’onnipresenza delle madri e la fiducia riconosciuta ai bambini nel gestire autonomamente, senza l’intervento di un adulto, la paura della propria rabbia.
I detrattori di Che rabbia! restano una minoranza, tanto è vero che la sua popolarità ha fatto sì che proprio lo scorso settembre il titolo fosse inserito, in una versione ad alta leggibilità, nella bellissima collana “I libri di Camilla” proposta dalla casa editrice Uovonero per consentirne la fruizione anche ai bambini con difficoltà di lettura.
La fedele traduzione dal francese di Anna Morpurgo è cioè arricchita dai simboli della comunicazione aumentativa e alternativa WLS pensati proprio per favorire i processi di lettura e scrittura di tutti i bambini. A curare questa lieve, ma importantissima modifica, ci ha pensato Enza Crivelli in collaborazione con Auxilia, una società modenese che fornisce sussidi e software per la comunicazione e l’apprendimento.
Il risultato? L’albo illustrato di Camilla è identico a quello originale con l’aggiunta di quei codici che consentono di garantire un equilibrio fra testo e illustrazioni, facilitandone l’assimilazione ed estendendo il pubblico dei lettori: il Che rabbia! ad alta leggibilità è, infatti, reperibile anche nelle biblioteche pubbliche.
Alessandra Testa

