Ombre e luci - Luglio 2018
La bambina è Monic, le pile quelle che alimentano le sue protesi acustiche: una giovane donna sorda si racconta, disegnandosi bambina e trasmettendo con poche parole ed efficaci immagini cosa caratterizza il suo mondo. Un mondo che, pur senza suoni, vive di forti contrasti: le immagini in bianco e nero li trasmettono in modo essenziale evidenziando i disagi ma anche le possibilità di una bambina che, con una diagnosi di sordità profonda all’età di due anni, arriva a dieci ad avere l’impianto cocleare. Monica Taini è davvero una “pratica” guida nella comunicazione attraverso mani e bocca. Il suo albo illustrato è molto utile per chi voglia avvicinarsi al mondo dei sordi: pensato per i bambini e, allo stesso tempo, molto evocativo anche per i grandi, in particolare per il breve glossario semiserio (e “strettamente confidenziale”) sulla cultura sorda che strappa, intelligentemente, più di un sorriso… alla voce integrazione leggiamo -È quando non ti ricordi che il tuo amico usa le protesi e gli urli: “ Ma sei sordo?” e lui ti risponde: “Sì!”. E poi vi mettete a ridere tutti e due- . Riuscendo in un’impresa per niente scontata… far ridere chi è sordo e chi non lo è.
di Cristina Tersigni

