La stamberga d'inchiostro - 7 dicembre 2018
Canzano, 1938: Micù è un bambino di dieci anni rimasto zoppo a causa della poliomielite. Ogni mattina si sveglia affannato e in preda agli incubi.
Diverso dagli altri bambini, Micù cerca di crescere e trovare il suo posto in un ambiente ostile, che fatica a comprendere la sua condizione: tutti i giorni, oltre ai dolori, deve affrontare le prese in giro dei compagni, le sciocche superstizioni dei paesani e la diffidenza del padre verso la scuola.
Intanto Micù cerca di aiutare l'adorato Tatà, il nonno taciturno con un ambiguo passato da migrante in Lamerica, nella sua misteriosa ricerca fatta di pale, scavi e ricordi sepolti.
Ma l'arrivo di Farfariel, uno strano diavolo dalle intenzioni poco chiare - che ha addirittura il potere di intromettersi nella scrittura del libro che racconta la sua stessa storia! -, mischierà tutte le carte in gioco e costringerà Micù ad affrontare i suoi limiti e le sue paure.
Nel paesaggio contadino di un'Italia arcaica e dialettale fanno capolino gli abitanti di Canzano, dando vita a una narrazione corale e piena di vitalità.
Una storia al tempo stesso fantastica e profondamente umana che affronta tematiche come il bullismo, il diritto allo studio, l’emigrazione, la xenofobia, la resilienza.
di Sandy Mercado
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