Il Sole 24 Ore - 11 gennaio 2015
Crystal della strada, ultimo dei quattro romanzi completati dall'autrice Siobhan Dowd preima della morte, nel 2007, a soli 47 anni, racconta le avventure on the road della quattordicenne Holly Hogan. Holly è stata affidata dai servizi sociali londinesi a una coppia di babbacucchi (definizione sua), ma dopo qualche settimana trova in casa una parrucca bionda (ricordo della chemioterapia che ha provocato la sterilità della donna) e pensa di inventarsi una nuova identità (Crystal, diciassettenne elegante e sicura di sé) e di fuggire in Irlanda alla ricerca della madre.
Il viaggio è scandito da una serie di incontri con quelli che un proppiano chiamerebbe "aiutanti" e che costituiscono una gustosa galleria di mattoidi: una studentessa di Oxford, l'unico camionista vegano della Gran Bretagna, un'infermiera gallese dal grande cuore... A poco a poco, inevitabilmente, l'identità fittizia di Holly si disgrega, la fatica, la fame, la paura prendono il sopravvento e i ricordi sepolti da anni riemergono con violenza: e paradossalmente sarà proprio la madre idealizzata, rimpianta, cercata contro tutto e tutti, a rivelarsi la "cattiva" - una povera prostituta che ha rischiato di uccidere la figlia in un momento di follia.
Holly prende coscienza della realtà proprio nel momento in cui più forte è l'attrazione per la morte: e anziché buttarsi dal ponte del traghetto, come avrebbe fatto Crystal, ritrova se stessa e ritorna dai suoi affezionati babbacucchi, ormai pronta a diventare adulta. Consigliato.
di Alberto Cristofori


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