Tuttolibri, La Stampa - 27 luglio 2019
Un nido a tre metri da terra, una casa tra i rami, costruita asse dopo asse, chiedendo scusa all’albero per ogni chiodo conficcato. Con tanto di pavimento, pareti e un tetto per ripararsi dalla pioggia. E poi uno scaffale per i libri, dei ganci per appendere i giacconi, piatte e posati per mangiare. Un nido, sì: costruito su un accogliendo faggio che diventa il rifugio di un padre che si trova a fare i conti con le sue infelicità...
di Federico Taddia

