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Amiamo i libri e la lettura. Crediamo che leggere sia un diritto di tutti: aiuta a capire il mondo che ci circonda e la comprensione aiuta a essere liberi. E poi è anche e soprattutto un piacere. Molte persone, a causa di difficoltà di vario genere, restano escluse dalla possibilità di godere dei libri: sono le persone con autismo, da un lato; i dislessici e le persone con disturbi dell'apprendimento, dall'altro; o, ancora, bambini con ritardo cognitivo.

Noi di uovonero vogliamo che chiunque, nessuno escluso, possa esercitare il proprio diritto alla lettura.


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Le rose di Shell

Libri Manent, mercoledì 20 luglio 2016

Shell, o Michelle Talent, vela i suoi sedici anni dietro lunghi capelli rossi, chiare lentiggini e larghi abiti che attirano l'attenzione dei suoi coetanei. Tra questi la sua migliore amica Bridie, con la quale passa i momenti più spensierati, e l'irriverente Declan Ronan che la raggiunge ogni giovedì mattina nel campo dei Duggan. Da quando la mamma non c'è più tocca a lei occuparsi di Jimmy e Trix, i fratelli più piccoli con i quali divide il compito di raccogliere le pietre dal campo di casa. Per loro Shell cucina gli scones e fa arrivare, come può, qualche regalo di nascosto dal padre, ormai preso totalmente dalla parola di Dio e dal bersi le offerte della domenica.

Per Shell, invece, "Gesù è sceso dalla croce e se ne è andato nel bar più vicino di Coolbar"; tornerà solo con l'arrivo di Padre Rose, un giovane prete che saprà entrare nel cuore della ragazza, portando grazia e gentilezza alla piccola comunità irlandese. La stessa reagirà con ragioni tutte sue agli eventi misteriosi che condurranno Shell in un momento difficile e doloroso.
Il giallo negli occhi, il rosa di un abito conservato a lungo, l'azzurro di una borsetta ricamata, il rosso dei capelli di Shell. Sono i colori ideali per dipingere i sentimenti dei personaggi e per farci entrare maggiormente nei loro panni, a partire dai piccoli fratelli ribelli della protagonista, fino alla desolazione di un padre scolorito dal whisky e ci si accorge che l'enigma più grande di queste pagine tinte di mistero non è che l'essere umano.
Il testo appare come le pietre che emergono più volte tra le righe … dure, eppure dolci ad incorniciare un piccolo angolo d'amore al centro del racconto. Un'opera dal linguaggio chiaro e dal contenuto avvincente che strappa riflessioni e sorrisi, che conduce senza svelare troppo. Shell, la cui mente spesso è folta di immagini apocalittiche e religiose, ora limpide per capire, ora intrecciate per confondere, trova coraggio nel portare avanti un compito difficile per la sua giovane età, accudire i fratellini, facendosi sempre più grande tra le pagine, fino a diventare da ragazzina ingenua, una giovane donna capace di intuire, comprendere, liberare e distinguersi dalla piccola comunità irlandese, che si presta a confonde la realtà.

Siobhan Dowd ( Londra 1960-2007 Oxford), figlia di genitori irlandesi ha vissuto diversi anni nella sua città natale, per laurearsi in lettere classiche ad Oxford dove ha approfondito gli studi etnici.Dal 1984 si è unita al PEN International per la difesa diritti civili degli scrittori imprigionati in diversi paesi del mondo, ricevendo diversi riconoscimenti per il suo lavoro internazionale contro la censura.
All'interno del programma Pen, insieme a Rachel Billington si è adoperata nel Regno Unito, per far giungere gli autori nei diversi contesti sociali disagiati, scuole, comunità, prigioni. Una particolare attenzione ha avuto nei confronti dei bambini svantaggiati che sono al centro dell'opera della sua fondazione di beneficenza The Siobhan Dowd Trust, creata prima di morire per consentire loro l'accesso alla lettura.
L'ultimo libro che ha terminato, “La bambina dimenticata dal tempo” (Uovonero), ha vinto la Carnegie Medal 2009 come miglior libro per ragazzi pubblicato in Inghilterra. Di Uovonero (2011) anche il romanzo “Il mistero del London Eye” che ha vinto tra gli altri, il Premio Andersen 2012 come miglior libro per ragazzi oltre i 12 anni.

Paola Bellati

Leggi l'articolo sul sito di Libri Manent



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