Il Mattino - 21 maggio 2024
L’ultimo albo per bambini e ragazzi (ma non solo) di Sante Bandirali è Per mano, illustrato da Gloria Tundo e pubblicato da Uovonero edizioni ― sigla indipendente e di progetto di cui Bandirali è cofondatore dal 2010 e direttore editoriale, accanto alla nuovissima Officina Babùk ―, tra i vincitori della settima edizione del progetto/premio Il mondo salvato dai ragazzini 2024.
Un libro in cui la musica e uno spiazzante punto di vista diventano leitmotiv di una vicenda complessa e per certi versi dura ma aperta alla speranza, che riesce a parlare ai più giovani ma anche a lettori di tutte le età di padri autoritari, male di vivere, guerra, ferite dell’anima e mutilazioni (concrete) con elegante delicatezza, screziata di poesia e riverberata dai soffusi cromatismi seppiati di tavole (realizzate per il progetto curato da Uovonero nel corso di Ars in Fabula, Master in illustrazione per l’editoria) che evocano oniriche vecchie foto d’epoca.
Per mano (nella collana I Geodi, per albi illustrati e libri di narrativa che aiutano gli altri a capire e ad accettare chi è diverso: Marchio Microeditoria di Qualità 2023) narra una potente ed esemplare storia di formazione, dolore e resilienza di perturbante attualità, ispirata dalla vita vera del pianista Paul Wittgentstein (1887-1961) e ambientata nell’Europa della Belle Ėpoque, segnata dalla prima guerra mondiale. Siamo a Vienna, nei primi del ‘900, nel cuore dell’Impero austroungarico. Qui la ricchissima e potente famiglia Wittgenstein è capeggiata da papà Karl, autoritario capitano di industria nel settore dell’acciaio, a cui non garba che alcuni dei suoi otto figli sentano il fascino dell’arte (come la loro sensibile madre Leopoldine, che ospita a casa Brahms, Mahler, Clara Schumann, Bruno Walter) anziché seguire le sue orme. Tre di essi si suicideranno. Il fratello di Paul, Ludwig, diverrà il noto filosofo. Il sensibile Paul, invece, mancino e talentuoso pianista, dovrà superare un ostacolo più grande delle ristrette e vessatorie vedute paterne: l’amputazione del braccio destro, perso in guerra nel 1914. La sua storia di resilienza, coraggio e rivalsa (narrata dalla mano mancante) ri/comincia da lì: da un campo di internamento russo in Siberia. Fino al ritorno con successo sui palcoscenici del mondo. Con importanti musicisti, come Maurice Ravel, che comporranno musiche dedicate espressamente a lui, come il concerto per mano sinistra.
Di quest’albo toccante per tutte le età dice Sante Bandirali stesso: «La trovo una storia esemplare, che dimostra quanto molto spesso la disabilità sia creata dall’ambiente in cui vivi, dalle barriere che ti impediscono di esprimerti. Se l’ambiente invece è inclusivo, se è un concerto per la mano sinistra, allora la disabilità sparisce». E si nota la presenza, non l’assenza.
di Donatella Trotta

