Leggiamo con mamma - 1 settembre 2024
Questa è stata un’estate particolare per me, a tratti difficile, ma sostenuta di ricordi, sensazioni e presenza nonostante la mancanza.
La prima estate senza mio padre, nella sua casa che ci ha visti essere e crescere famiglia.
Un’estate in cui le emozioni hanno fatto su e giù come in altalena, in cui mi sono sentita ancora più legata ai luoghi che abbiamo abitato insieme e che si vestono adesso di nuova importanza.
Tempo che passa, vita che cambia, mentre alcune cose restano.
E questo è il filo conduttore di un libro meraviglioso ed emozionante che ho sfogliato spesso.
~ L’ALTALENA
di Britta Teckentrup
Ferma lì tra il cielo e la terra, testimone di vita, di stagioni che si susseguono, di cambiamenti, partenze e ritorni, l’altalena custodisce segreti e stati d’animo di chi si ferma su e attorno a lei.
In una lunga serie di splendide tavole -il libro ha 160 pagine- che mantengono quasi sempre la stessa inquadratura, vediamo amori che nascono, famiglie che si allargano, amicizie, confidenze, giochi, mentre la natura fa da sfondo in tutta la sua ricchezza e cambia colore, come le persone.
Giornate che brillano di sole e luce, altre fredde e piovose.
L’altalena è di fronte al mare e invita tutti a sedersi.
Bambini, ragazzi, adulti, genitori, nonni, animali anche.
È un posto dove incontrarsi e dove stare da soli.
Un posto dove giocare ed essere felici, pensare e prendere decisioni importanti.
Un posto dove tutto comincia e finisce.
Un posto pieno di vita, di sogni e di storie.
E sono diverse le storie che si intrecciano in questa altalena.
Ogni illustrazione racconta un diverso istante, i personaggi cambiano pagina dopo pagina.
Storie accennate, frammenti di vite, mentre le illustrazioni sono poesie in cui immergersi, dai colori ora luminosi ora scuri come la notte.
Ogni lettore può vederci anche la sua.
E una storia in particolare torna alla fine del libro, con un bambino diventato padre che si ritrova in quel posto dove trovava pace da piccolo e che si mette all’opera per riportare l’altalena, rovinata dalle intemperie e dall’incuria, alla bellezza di una volta.
Un’opera poetica, delicata e potente, senza età, in cui perdersi e trovarsi.
Sul tempo che passa ma anche sull’amore e la cura per le cose e per i luoghi del cuore e su quello che rappresentano.
Qui si libera l’altalena dalle erbacce, noi liberiamo il giardino di papà e prendercene cura è tenerlo in vita nel cuore e negli occhi.
di Nuccia Zito